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IDRO

Parlando di patrimonio idrico, l’acqua è un elemento naturale di forte caratterizzazione del territorio montano piemontese.
In tutta l’area sono numerose le testimonianze dei ghiacciai quaternari con valli dal tipico profilo, fiancheggiate da numerosi laghi di varie dimensioni: alcuni ghiacciai persistono alle quote piu elevate, tra cui il piu importante quello del Monte Rosa. Il patrimonio idrico è formato da bacini lacustri in quota (di cui la regione ossolana è ricca: ve ne sono circa un’ottantina, parte dei quali sono stati modificati o inglobati all’interno di invasi artificiali collegati ad impianti idrico-elettrici), salti d’acqua imponenti (famosa è la cascata del Toce, 143 m) e valli laterali sospese, con numerosi torrenti minori.

Nel particolare, lo sfruttamento del patrimonio idrico in Ossola è stato avviato agli inizi del '900 con impianti di grandi dimensioni. Oggi sul territorio del VCO sono presenti centodue impianti idroelettrici (contando solo quelli superiori a 100 KW), molti con piu di un punto di prelievo, di cui undici con potenza superiore ai 10 MW, per una potenza totale installata di quasi 400 MW (per circa il 20% di proprieta Enel, tra cui le tre maggiori, di oltre 20 MW).

La disponibilita potenziale di risorse idriche, ancorchè necessiti di investimenti sulle reti di distribuzione e di interventi per migliorarne l’efficienza, risulta elevata e di buona qualita. Pur considerando le limitazioni imposte dal DGR 5 maggio 2008 n. 22-8733, il territorio presenta grandi possibilita di intervento volte ad incrementare la produzione di energia, con ricadute positive sul contesto locale.

Un corretto sfruttamento delle risorse sopra elencate, anche a fronte di progetti di ricerca su turbine a maggiore efficienza, andrebbe a confermare nonché ad incrementare la capacità di produzione energetica da fonti rinnovabili.

 

  • COT 
    CERTIFICAZIONE E OMOLOGAZIONE QUALITA’ TURBINE

  • BP
    BASSI SALTI E BASSE PORTATE

 

FLORO

Il florovivaismo costituisce indubbiamente uno dei comparti più poliedrici ed interessanti dell’agricoltura subalpina, in quanto ricco di significative articolazioni sotto il profilo biologico, tecnico, commerciale ed organizzativo. In Piemonte il comparto "fiori recisi e piante in vaso" ha fatto registrare una produzione lorda vendibile nel 1995 pari a 146 miliardi di lire,contro i 144 del 1994 ed i 143 del 1993.
La superficie di base utilizzata per le piante in vaso nell’annata agraria 1995 ha raggiunto gli 83 ettari (in serra) ed i 163 in piena aria. Per quanto riguarda i fiori recisi la superficie investita ha raggiunto i 75 ettari (in serra) ed i 145 ettari in piena aria.

Questi dati testimoniano un trend finora in costante ascesa, anche se la produzione ha registrato, nell’ultimo quinquennio, variazioni altalenanti, riconducibili soprattutto alle richieste del mercato. Comunque i consumi interni sono tendenzialmente in aumento: in Italia oggi si spendono mediamente 125 Euro pro-capite all’anno per l’acquisto di fiori e piante, contro i 50 del 1981. In tutte le province subalpine il florovivaismo ha saputo conquistare posizioni di mercato sempre piu rilevanti.

Lo sviluppo di soluzioni per il sostentamento ecoenergetico del settore, non solo rappresenta un potenziale vantaggio in termini economici, ma anche la possibilita di de localizzare impianti ed interventi in aree montane, ove maggiore e il fabbisogno energetico, oltre alla possibilita di sviluppare impianti di altra natura, in funzione della tendenza del mercato.

  • ES 
    EFFICIENTAMENTO SERRE

 

CARTA

La situazione economica internazionale del settore di riferimento mostra segni di ripresa dopo un periodo di profonda crisi anche se occorrera attendere ulteriori mesi per una conferma della tendenza in atto. I segnali positivi arrivano prevalentemente dal mercato asiatico, mentre l’Europa stenta a decollare. La concorrenza si concentra soprattutto nei mercati Cinese, Russo e Brasiliano e cresce significativamente l’export tedesco. L’azienda presente nel polo e uno dei principali competitor internazionali e ricopre un ruolo di leader a livello Nazionale.

  • RESC 
    RISPARMIO ENERGETICO SETTORE CARTARIO

 

EDILIZIA

Per affrontare il tema dell’efficientamento partiamo dal più ampio ed attuale tema della contabilizzazione degli edifici. Difatti la Regione Piemonte, in attuazione della direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2002, relativa al rendimento energetico nell'edilizia e nel rispetto dei principi fondamentali di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia), modificato dal decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311, promuove il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti e di nuova costruzione, tenendo anche conto delle condizioni climatiche locali, al fine di favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l'integrazione delle fonti rinnovabili e la diversificazione energetica, dando la preferenza alle tecnologie a minore impatto ambientale. La disciplina individua: - Requisiti minimi e prescrizioni specifiche per quanto riguarda le prestazioni energetiche degli involucri edilizi, sia in occasione di nuova costruzione che di interventi di ristrutturazione edilizia o di manutenzione; - Requisiti minimi prestazionali degli impianti termici da installarsi in edifici nuovi o esistenti; - Modalita e tempistica di adeguamento degli impianti termici esistenti; - Tempistica e obiettivi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti caratterizzati da un fabbisogno energetico per il riscaldamento invernale particolarmente elevato.

  • EIC 
    EFFICIENTAMENTO IMPIANTI E COMPONENTI

  • AMG 
    ANALISI MONITORAGGIO CONSUMI E GESTIONE DATI

 

MOBILITA'

Il tema dell’efficienza energetica e mobilita sostenibile risponde ad esigenze ovviamente non solo regionali. Difatti, i bandi nazionali “Mobilita sostenibile” ed “Efficienza energetica”, definiti dal documento programmatico “Industria 2015”, si prefiggono di favorire lo sviluppo di una specifica tipologia di prodotti e servizi ad alto contenuto innovativo in aree strategiche per lo sviluppo del Paese.

E' ormai ampiamente riconosciuto che il settore dei trasporti e della mobilità, con particolare attenzione alla componente urbana, sia tra le principali fonti di emissione di inquinanti a livello locale, nonché il settore a cui si attribuisce un’elevata quota dei consumi energetici e di conseguenza delle emissioni di CO2, il principale dei gas con effetti climalteranti. Va da sè che gli interventi di razionalizzazione della mobilità urbana di passeggeri e merci possono assumere una grande importanza per il contenimento sia delle concentrazioni degli inquinanti su scala locale e regionale, sia delle emissioni di CO2. Ciò vale soprattutto se tali interventi sono integrati tra loro, in quanto l’effetto complessivo delle diverse azioni può risultare superiore al risultato ottenuto dai singoli interventi.

In tale direzione, oltre a quanto già in fase di costante sviluppo nel settore auto e mezzi pubblici, spazi vi sono nel settore del trasporto commerciale di piccole dimensioni, funzionale ad aree metropolitane e ambientali in genere.

 

  • MEME 
    MIGLIORAMENTO DELL'EFFICIENZA MOBILITA' ELETTRICA

 

BIOMASSA

Il territorio del VCO e quello regionale in genere, grazie alla conformazione naturale, caratterizzata dai laghi, versanti alpini, aree pianeggianti coltivabili, unitamente ad una consolidata capacità nei processi di ottimizzazione di cicli produttivi per la riduzione di rifiuti e reflui, dispone di una importante ricchezza in termini di risorse per la produzione energetica. Ad esempio, per quanto concerne il patrimonio boschivo, il Piemonte, unitamente a Toscana e Sardegna, presenta le maggiori estensioni forestali in ambito nazionale. Un dato di rilievo è rappresentato dall’indice di boscosità totale, che indica la percentuale di superficie territoriale coperta da bosco. Tale valore per l’intero territorio nazionale è pari al 28.8%, mentre in particolare, il 36% del territorio Piemontese è coperto da foreste; tra queste il 30% è di proprietà pubblica, quasi sempre comunale e il 70% di proprietà privata (tale valore sale al 55% della superficie territoriale per la Provincia del Verbano-Cusio-Ossola).

Il corretto sfruttamento della risorsa legno sul territorio presenta ad oggi due limiti, peraltro comuni a tutta la Regione Piemonte e risolvibili con interventi e investimenti mirati:

- il notevole frazionamento della proprietà forestale (le proprietà pubbliche raggiungono oltre il 55% del totale provinciale, la restante parte e privata);

- la carenza di infrastrutture (viabilità, piazzole, piattaforme), causata in massima parte dalle particolari condizioni morfologiche (valli strette e ripide con risalti e fasce rocciose), che porta ad una accessibilità ridotta ai boschi del VCO (i boschi attualmente già accessibili sono pari al 28% di privati e 18% di pubblici sul totale).

  • BVL 
    APPROFONDIMENTI SU UTILIZZO DI BIOMASSE VEGETALI LEGATE ALLA FILIERA DEL LEGNO